During the lockdown, time seemed to stand still. The streets were empty and the days seemed like empty containers, but full of free time.
Watching television series, reading, cooking, baking bread and pizza, making video calls with almost forgotten friends has often filled the void of that container and consumed that time that seemed to be in excess.
Then I began to think about the preciousness of that time and I began to want to hold it back, to sip it slowly, shortening more and more the interval I was observing: passing from a whole day, to an hour, to a minute, to an instant … that instant that I wanted to start making it last longer. So I found myself starting meditating.
Every morning, as soon as I got up, the first thing was to lie down on the ground and meditate. Many things happen in meditation, one of which is seeing things from a different point of view. Among these things there are also our fears. One of my fears was and still is the fear of ruining something that exists, even the very purity of a blank sheet or canvas, which can be so easily ruined by a wrong brushstroke … so that was where I had to act! So as soon as I finished my daily meditation, I took the watercolors and a blank sheet and, in one go, concentrating on the gestures I tried to fix in there an image. Large brush strokes, full of water in which I tried to drown my fear. Medit-Action was born like this.

Durante il lockdown, il tempo è sembrato fermarsi. Le strade erano vuote e la giornate sembravano dei contenitori vuoti, ma pieni di tempo libero.
Guardare serie televisive, leggere, cucinare, preparare pane e pizza, fare videochiamate con amici quasi dimenticati ha spesso riempito il vuoto di quel contenitore e consumato quel tempo che sembrava in eccesso.
Poi ho cominciato a pensare alla preziosità di quel tempo e ho cominciato a volerlo trattenere, a centellinarlo pian piano, accorciando sempre di più l’intervallo che osservavo: passando da un’ intera giornata, a un’ora, a un minuto, a un istante… quell’ istante che ho voluto cominciare a far durare di più. Ho cominciato a meditare. Ogni mattina, appena alzato, la prima cosa era sdraiarmi in terra e meditare. Meditando succedono molte cose una delle quali è vedere le cose da un punto di vista diverso. Tra queste cose ci sono anche le nostre paure. Una delle mie paure era ed è ancora quella di rovinare qualcosa che esiste, anche la stessa purezza di un foglio bianco, che può essere cosi facilmente rovinata da una pennellata sbagliata…quindi era lì che dovevo agire! Quindi appena terminata la mia meditazione quotidiana, prendevo gli acquerelli e un foglio bianco e, di getto, concentrandomi sulla gestualità cercavo di imprimere lì, la forma di riferimento. Pennellate grandi, cariche di acqua nella quale cercavo di far annegare la mia paura. Medit-Azione, nasce così.